{"id":90403,"date":"2024-03-07T20:35:02","date_gmt":"2024-03-07T20:35:02","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90403"},"modified":"2024-03-07T20:56:15","modified_gmt":"2024-03-07T20:56:15","slug":"la-battaglia-di-valcasotto-negli-appunti-di-don-emidio-ferraris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90403","title":{"rendered":"La battaglia di Valcasotto negli appunti di don Emidio Ferraris"},"content":{"rendered":"\n<p>Esattamente ottant&#8217;anni orsono, mentre in gran parte dell&#8217;Europa infuriava la seconda guerra mondiale, anche le vallate del basso Piemonte furono teatro di sanguinosi combattimenti. In particolare, nel marzo del 1944 ebbe luogo la battaglia di Valcasotto, importante scontro tra le prime organizzazioni partigiane e le truppe tedesche.<br>La battaglia &#8211; che sar\u00e0 oggetto di un interessante convegno il prossimo 16 marzo, presso il Castello di Casotto &#8211; pu\u00f2 essere addotta come tipico esempio di momento in cui la &#8220;grande storia&#8221; investe luoghi e persone che, vivendo in luoghi isolati e solitamente poveri di avvenimenti, sono loro malgrado costretti a subire gli effetti di eventi destinati a rimanere impressi non solo nella locale memoria collettiva, ma anche nei libri di storia. E tipicamente, questi punti di incontro tra la grande storia e le esistenze pi\u00f9 minute sono spesso connotati da avvenimenti funesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ricostruire gli eventi di quei giorni, ed in particolare al fine di comprendere a fondo le conseguenze che gli stessi ebbero sugli abitanti della Val Casotto,  \u00e8 possibile consultare gli &#8220;appunti&#8221; di don Emidio Ferraris, allora parroco di Valcasotto, che rese conto degli eventi succedutisi durante la guerra partigiana.<br>La cronologia degli eventi di don Ferraris \u00e8 non solo una valida fonte storica, ma anche un prezioso ricordo delle persone travolte dai combattimenti tra l&#8217;esercito tedesco e le formazioni partigiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contesto in cui si inserisce la battaglia di Valcasotto \u00e8 quello che segue l&#8217;otto settembre ed il conseguente sbandamento dell&#8217;esercito italiano. A seguito della firma dell&#8217;armistizio, le forze italiane persero ogni forma di controllo e coordinazione: in molti si avviarono verso casa, altri continuarono a combattere, altri ancora, soprattutto nelle zone collinari e montuose, si organizzarono nei gruppi che costituirono il primo nucleo della Resistenza.<br>Nelle nostre zone si verific\u00f2 proprio quanto esposto: un grande numero di soldati di quello che rimaneva del regio esercito, provenienti in particolare dalla Francia (ove la tentata invasione degli anni precedenti non aveva tra l&#8217;altro avuto alcun successo significativo) e non disposti a continuare a combattere dalla parte della neonata Repubblica di Sal\u00f2, si diede alla macchia, costituendo svariati gruppi armati. L&#8217;esercito tedesco, da alleato, divenne istantaneamente nemico ed invasore, e l&#8217;Italia settentrionale terra occupata da liberare con una feroce ed estenuante guerra che durer\u00e0 un anno e mezzo.<br>Fondamentale, in questo contesto caotico, fu l&#8217;incontro di molti esponenti dei gruppi di &#8220;ribelli&#8221; di Piemonte e Liguria (con personalit\u00e0 che, negli anni a seguire, avrebbero assunto ruoli centrali nella lotta di liberazione) tenutosi proprio a Valcasotto, presso la trattoria &#8220;Croce Rossa&#8221; nell&#8217;ottobre del 1943, quindi appena un mese dopo l&#8217;armistizio. In questa sede i primi partigiani decisero di darsi un&#8217;organizzazione, in modo da dividersi le aree di competenza e riuscire a fronteggiare pi\u00f9 efficacemente il nemico.<br>La Val Casotto, stretta tra i ripidi versanti delle prime montagne delle Alpi, era sicuramente un territorio adatto alle esigenze strategiche dei partigiani, sia per la difficolt\u00e0 di trovare chi ivi si nascondeva, sia per la possibilit\u00e0 di raggiungere molti centri urbani ed importanti direttrici. Le azioni dei partigiani, infatti, consistevano in quei mesi nella discesa nelle valli circostanti per effettuare continue azioni di guerriglia e disturbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;inverno tra 1943 e &#8217;44 giunse in questi luoghi Enrico Martini, il celebre comandante &#8220;Mauri&#8221;, il quale ben presto assunse il comando della &#8220;Brigata Valcasotto&#8221;, che nel giro di qualche mese si era ampliata fino a comprendere oltre un migliaio di uomini. Le truppe erano dislocate in numerose frazioni sparse sui versanti della valle, mentre il comando fu fissato nel Castello di Casotto, allora di propriet\u00e0 della famiglia Baldracco, che si impegn\u00f2 fortemente nel prestare aiuto alle forze partigiane.<br>Anche per il Castello di Casotto<sup data-fn=\"9f066aa5-2220-491a-9261-6d371f9dabdf\" class=\"fn\"><a href=\"#9f066aa5-2220-491a-9261-6d371f9dabdf\" id=\"9f066aa5-2220-491a-9261-6d371f9dabdf-link\">1<\/a><\/sup>, che gi\u00e0 era stato teatro di scontri nel contesto delle guerre napoleoniche (e che venne infatti in parte distrutto dai colpi dei cannoni francesi, quando era ancora una certosa), fu un altro momento di incontro con la grande storia che &#8211; si anticipa &#8211; fu nuovamente tragico. La ex residenza sabauda ben si prestava ad ospitare il centro di comando della brigata: da qui Mauri avrebbe diretto, per tutto l&#8217;inverno, le operazioni dei suoi uomini.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"399\" height=\"238\" src=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/castello.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90408\" style=\"width:554px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/castello.jpeg 399w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/castello-300x179.jpeg 300w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/castello-250x150.jpeg 250w\" sizes=\"(max-width: 399px) 100vw, 399px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Castello di Casotto, nascosto tra i boschi della valle, fu sede del comando partigiano.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Gli appunti di don Ferraris raccontano dell&#8217;arrivo di Mauri e dell&#8217;organizzazione che diede ai suoi uomini durante i mesi invernali. Nel mese di febbraio le truppe tedesche cominciarono ad occupare le valli attorno alla Val Casotto, ed in breve fu chiaro che anche questi luoghi sarebbero stati oggetto in un imminente attacco: la volont\u00e0 degli occupanti era quella di costringere i ribelli ad abbandonare la valle, di modo tale che risultasse pi\u00f9 difficile per questi ultimi continuare nelle azioni di sabotaggio dei mesi precedenti, e di punire in maniera esemplare la popolazione locale, colpevole di aver prestato assistenza ai partigiani. La difesa della zona non era facile, sia per la conformazione dei luoghi, che in quel periodo erano inoltre ricoperti da una spessa coltre di neve, sia per la possibilit\u00e0 per il nemico di avanzare da molte direzioni, e quindi di accerchiare i partigiani. Inoltre, nonostante il buon numero di soldati a disposizione di Mauri, questi non disponevano di armi e munizioni sufficienti a respingere il nemico.<br>Negli ultimi giorni di febbraio, i partigiani dalla Valcasotto attaccarono i Tedeschi, che avevano occupato Garessio, posizionandosi presso l&#8217;albergo Miramonti. Non prima di aver effettuato rastrellamenti e portato devastazione, le truppe tedesche e repubblichine si ritirarono da Garessio il giorno 27.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"580\" src=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/115214.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90409\" style=\"width:834px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/115214.jpg 1000w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/115214-300x174.jpg 300w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/115214-768x445.jpg 768w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/115214-980x568.jpg 980w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Grand Hotel Miramonti di Garessio fu occupato dalle truppe tedesche.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In questa difficile situazione, il nemico sferr\u00f2 l&#8217;attacco nei giorni centrali di marzo: la battaglia infuri\u00f2 per alcuni giorni, dal 13 al 17. La difesa preparata da Mauri, sebbene organizzata a dovere, non ebbe speranze contro la veloce avanzata delle formazioni tedesche, che attaccarono rapidamente da diverse direzioni. La notte del 14 i Tedeschi entrarono a Valcasotto, e cominciarono ad occupare le case ed effettuare rastrellamenti sulla popolazione locale, fucilando coloro che erano ritenuti alleati dei partigiani. Il comando tedesco si insedi\u00f2 nella trattoria &#8220;Croce Rossa&#8221;, proprio dove qualche mese prima si era tenuto il ritrovo di personalit\u00e0 partigiane gi\u00e0 ricordato. Dalla frazione i Tedeschi risalirono verso i borghi pi\u00f9 a monte, e contemporaneamente attaccarono la correria del Castello di Casotto, che fu a sua volta occupato il 15: un carro armato sfond\u00f2 il portone di ingresso, e i soldati devastarono la struttura, in particolare distruggendo molti mobili e suppellettili. Gli effetti di questa distruzione si notano ancora oggi: il mobilio del Castello \u00e8 infatti molto limitato, in quanto la maggior parte di esso and\u00f2 distrutta in quei giorni.<br>Nello stesso giorno la popolazione di Valcasotto fu radunata per ricevere ordini dal comando tedesco: fu imposto il coprifuoco e vietato di prestare qualunque aiuto ai partigiani.<br>Nel giro di pochi giorni, come detto, i Tedeschi raggiunsero i rifugi partigiani dislocati nei borghi attorno a Valcasotto: molti edifici furono dati alle fiamme, privando molte famiglie della loro abitazione. I partigiani si videro costretti alla ritirata in condizioni di estrema difficolt\u00e0: circondati dal buio e dalla neve abbandonarono la zona inerpicandosi per i sentieri montani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello scontro caddero oltre cento partigiani, e vennero uccisi circa trenta civili.<\/p>\n\n\n\n<p>La battaglia fece comprendere a Mauri come fosse controproducente mantenere una posizione difensiva in montagna, e che quindi era opportuno mutare la strategia di combattimento, come in effetti il comandante fece nei mesi successivi.<br>Nei giorni dello scontro, un ingente numero di truppe tedesche fu impegnato nell&#8217;occupazione della Val Casotto: lo sforzo dei partigiani fu certamente utile alla causa della guerra, oltre che una grande dimostrazione di valore e coraggio, indubbiamente meritevole di essere ricordata anche oggi. E la memoria collettiva non \u00e8 certo venuta meno a questo dovere, mantenendo sempre vivo il ricordo di questi funesti eventi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<ol class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"9f066aa5-2220-491a-9261-6d371f9dabdf\">Al solo fine di precisare la toponomastica, \u00e8 bene ricordare che il Castello di Casotto si trova in Comune di Garessio, e non di Pamparato, come invece la frazione Valcasotto, che rispetto al Castello \u00e8 sita qualche chilometro pi\u00f9 a valle. Il Castello, infatti, \u00e8 &#8220;di Casotto&#8221;, e non &#8220;di Valcasotto&#8221;, come a volte viene erroneamente chiamato.<br><br>Scritto da Francesco Viglino <a href=\"#9f066aa5-2220-491a-9261-6d371f9dabdf-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esattamente ottant&#8217;anni orsono, mentre in gran parte dell&#8217;Europa infuriava la seconda guerra mondiale, anche le vallate del basso Piemonte furono teatro di sanguinosi combattimenti. 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