{"id":90479,"date":"2024-03-07T20:43:29","date_gmt":"2024-03-07T20:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90479"},"modified":"2024-03-07T20:43:30","modified_gmt":"2024-03-07T20:43:30","slug":"i-mulini-non-sono-tutti-a-vento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90479","title":{"rendered":"I mulini non sono tutti a vento"},"content":{"rendered":"\n<p>I laghi di Ortico compaiono e scompaiono complice il forte deficit idrico, e questo \u00e8 chiaro a tutti coloro che abbiano letto l&#8217;articolo della scorsa pubblicazione, invece il Rio San Giacomo ha sempre goduto di un bacino pieno, e infatti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Alzi la mano chi non conosce il famoso Biale di Ormea, quell\u2019antico metodo utilizzato dai nostri vicini per ripulire le strade del centro storico, soprattutto dalla neve. La pratica del &#8220;dare il Biale\u201d (incanalare l\u2019acqua), sfrutta la naturale pendenza delle vie centrali e la forza dell\u2019acqua dei torrenti: tramite una rete sotterranea di tubature e chiusini, realizzata attorno alla fine dell\u2019800, l\u2019Armella viene fatto esondare nelle vie del centro, allagandole. All\u2019inizio di ogni strada viene aperto un tombino da cui far sgorgare l\u2019acqua, la quale, a tragitto compiuto, fluisce in un altro pi\u00f9 gi\u00f9, per riversarsi poi nel Tanaro.<\/p>\n\n\n\n<p>A Garessio, specificatamente nella zona del Borgo Maggiore (cos\u00ec come al Ponte qualcosa di simile nelle attuali via Diaz e via Vittorio Emanuele svoltando in Riva Sottana), ha funzionato la stessa tecnica fino ai primi anni \u201870, soprattutto durante le nevicate per via dell&#8217;irreperibilit\u00e0 dei mezzi spartineve (era solito l\u2019antico \u201cIzon\u201d, un triangolo di assi trainato dai buoi).<br>Sulle tracce di quel che \u00e8 stato, incontriamo Carla Briatore, classe 1940, nata e cresciuta al \u201cMercato\u201d, che ci restituisce un\u2019immagine bucolica del tempo, fatta di masche e libri di incantesimi. Ci spiega che, mentre le ragazze tipicamente si recavano al fiume per lavare i lenzuoli, le masche rifiutavano di bagnarsi, uscendo cos\u00ec allo scoperto; ricorda l\u2019importanza di bruciare le vesti infettate dal tifo, e di quel libro, chiamato della Catena, che sub\u00ec le stesse sorti. Parla dei lavatoi sotto il Ponte Rosa e il ponte della chiesa; e di una manovella per issare la statua del Cristo Risorto nella Chiesa dei Battuti Parvi, con la quale ai matot\u2019 piaceva giocare durante la funzione del sabato (prima a spuntare era la bandiera e a volte il meccanismo si \u201cincantava\u201d, la statua \u00e8 ora nella Chiesa dell\u2019Assunta). Infine, nomina il suo matrimonio alla chiesa di San Giacomo, ed \u00e8 proprio su quest\u2019ultima che ci soffermiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il suo mulino, faceva da estremo all\u2019elaborato sistema di tubature e chiusini che proseguivano per tutta la via della borgata e perci\u00f2 era il punto di partenza del meccanismo, che invitava la comunit\u00e0 ad unirsi ed impiegarsi per pulire il paese. \u00c8 per noi stupefacente immaginare quanto un cos\u00ec breve tratto di torrente del Rio abbia ricoperto un ruolo tanto fondamentale ed importante e che questo venisse riconosciuto da tutta la cittadinanza. Infatti, dai bambini agli anziani, tutti erano coinvolti a spalare la neve e gettarla tra le gelide acque del torrente, donne e ragazze ovviamente comprese.<br>E tutta questa acqua dove confluiva? Nei pressi del Ponte Rosa, fino al Rio San Mauro; da monte a valle, dalla parte alta della borgata (il \u201cMercato\u201d), fino alla parte bassa, una discesa, senza sprechi, esempio di perfetta ingegneria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aiuto di Carla per la ricostruzione di questa tradizione \u00e8 prezioso e condivide con noi anche un aneddoto simpatico che riguarda Tota Adelina &#8211; Tota come appellativo di nubile. L\u2019apertura del Biale era annunciata da un grido iniziale e riferito per passaparola, cos\u00ec coloro che non udivano la notizia si ritrovavano con la cantina allagata e pare, appunto, che alla signora Adelina questo accadesse di frequente. Inoltre, poteva succedere che gli abitanti della parte pi\u00f9 alta esagerassero, creando cos\u00ec un lago nella Piazza del Comune.<br>Intanto, al ritmo dei ricordi della nostra guida, costruiamo un percorso di risalita a piedi della borgata, e, superata la chiesa, cerchiamo tra la fitta vegetazione inselvatichita quelle che furono vasche naturali adibite al lavaggio dei panni e che oggi, nascoste, possono essere scorte solo da un occhio attento, seguendo la fila delle pietre piatte. Si intravedeva un tempo anche il molino della famiglia Facelli con le sue finestre.<br>Passando il \u201cPonte dei Corni\u201d, giungiamo al Butasu, l\u2019oasi provvista di laghetto e cascata gettonata per rinfrescarsi dalla calura estiva.<br>Era qui presente un altro mulino e, anche questo, faceva da punto di partenza ad un profondo reticolo sotterraneo di tubature, la cui acqua era impiegata per irrigare tutti gli orti della zona circostante. Contemporaneamente, la leggenda narra della presenza di &#8220;c\u00fcrlotti&#8221;, ovvero mulinelli d\u2019acqua molto pericolosi provocati proprio dai canali, che rendevano infine il lago del Butasu inaccessibile al bagno se non ai pi\u00f9 coraggiosi.<br>Tutto il meccanismo, in primis la presa principale che alimentava il Biale del Borgo, venne distrutto in seguito all\u2019allargamento della strada per il Colle San Bernardo, verso la fine degli Anni Settanta; una perdita non da poco se consideriamo l&#8217;attrazione e l&#8217;utilit\u00e0 che ha per Ormea.<br>Al termine della nostra gita, ci imbattiamo in un\u2019abusiva discarica a cielo aperto lunga tutta la scarpata che nasconde dietro a s\u00e9 il paradisiaco Butasu, tristemente alimentata dai rifiuti gettati dai finestrini dei viaggiatori dell\u2019attuale SS582.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo provando un sentimento di <strong>anemoia<\/strong>, ovvero una nostalgia verso qualcosa di cui non siamo stati protagonisti, ma per cui siamo capaci di sentire coinvolgimento grazie alle narrazioni altrui. Quindi rivolgiamo un ringraziamento speciale a Carla, grande memoria storica del nostro paese e, altrettanto, a Paola Gula e Pierandrea Camelia, per il fondamentale supporto durante la scampagnata, sottolineando la riconoscenza per il nostro incontro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Chiesa-San-Giacomo-06-03-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90441\" srcset=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Chiesa-San-Giacomo-06-03-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Chiesa-San-Giacomo-06-03-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Chiesa-San-Giacomo-06-03-768x576.jpg 768w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Chiesa-San-Giacomo-06-03-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Chiesa-San-Giacomo-06-03-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Chiesa-San-Giacomo-06-03-980x735.jpg 980w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Scritto da Aurora Sappa e Michele Odda<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I laghi di Ortico compaiono e scompaiono complice il forte deficit idrico, e questo \u00e8 chiaro a tutti coloro che abbiano letto l&#8217;articolo della scorsa pubblicazione, invece il Rio San Giacomo ha sempre goduto di un bacino pieno, e infatti\u2026 Alzi la mano chi non conosce il famoso Biale di Ormea, quell\u2019antico metodo utilizzato dai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":90440,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-90479","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-garessio-nascosta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90479"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90480,"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90479\/revisions\/90480"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/90440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgaressino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}