{"id":90483,"date":"2024-03-21T17:52:55","date_gmt":"2024-03-21T17:52:55","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90483"},"modified":"2024-03-21T17:52:56","modified_gmt":"2024-03-21T17:52:56","slug":"lettere-dal-ponte-pt-ii-la-voce-dei-commercianti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90483","title":{"rendered":"Lettere dal ponte. Pt. II: La voce dei commercianti"},"content":{"rendered":"\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 accennato in chiusura nell&#8217;articolo d&#8217;introduzione alle lettere dal ponte, questo articolo si concentrer\u00e0 sulle esperienze di cinque lavoratori che gestiscono attivit\u00e0 commerciali in prossimit\u00e0 del ponte che, dopo essere state colpite dall&#8217;alluvione, sono riuscite a rialzarsi e oggi vedono da vicino l&#8217;inizio dei lavori del <strong>nuovo<\/strong> ponte. Sfruttando la loro disponibilit\u00e0, per cui li ringraziamo, abbiamo colto l&#8217;occasione per fargli qualche domanda sullo stato dei risarcimenti, sul loro rapporto con il ponte Odasso e una loro opinione circa il ponte Lepetit e sulle problematiche legate alla viabilit\u00e0; tutto questo anche alla luce del confronto tra la ditta che si occuper\u00e0 della costruzione del ponte e le attivit\u00e0 commerciali, organizzato dal Comune di Garessio e tenutosi a fine dicembre scorso.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il primo dei commercianti che incontriamo \u00e8 <strong>Andrea<\/strong>, giovane barista che da quattro anni \u00e8 proprietario del <strong>Caff\u00e8 Torino<\/strong>, in piazza Marconi (uno dei luoghi pi\u00f9 colpiti dalle inondazioni). Nel 2020, poco tempo dopo aver prelevato l&#8217;attivit\u00e0, ha dovuto affrontare oltre all&#8217;emergenza covid anche l&#8217;alluvione, che ha portato all&#8217;interno del locale circa due metri d&#8217;acqua. I danni, oltre al materiale in magazzino, hanno riguardato: bancone, frigoriferi, impianto elettrico, tavoli e sedie; la prima conta dei danni ammontava intorno ai 60-70 mila euro, in parte alleggeriti grazie all&#8217;aiuto ricevuto da alcune aziende (come la M4 Grandi Cucine di Peveragno) che hanno rimesso gratuitamente in funzione le attrezzature danneggiate, ma la restante parte della spesa \u00e8 stata inizialmente a completo carico dei proprietari che stanno ancora aspettando i risarcimenti statali. Per il barista il pensiero del giorno dopo l&#8217;inondazione, quando per la prima volta \u00e8 rientrato nel locale, \u00e8 ancora un ricordo traumatico. Rispetto al progetto del nuovo ponte Andrea sembra ottimista ed \u00e8 stato rassicurato dall&#8217;impresa che si occuper\u00e0 dei lavori (durante il confronto svoltosi in comune) sul fatto che si riuscir\u00e0 a trovare uno spazio per sistemare qualche tavolo all\u2019esterno del locale (nella bella piazzetta ormai ritrovo fisso per l&#8217;aperitivo di tantissimi garessini). Rispetto al ponte Lepetit, Andrea ci dice che pensa sia sicuramente un intervento prioritario, anche se lontano dal suo raggio di diretto interesse, proprio per i disagi causati dall&#8217;aver canalizzato tutto il traffico dei mezzi pesanti sul ponte di Barjols.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Paola<\/strong>, \u00e8 invece da cinque anni proprietaria del negozio di abbigliamento <strong>Fiocco di Neve<\/strong>, in via Vittorio Emanuele, a qualche metro dal ponte. Il suo locale \u00e8 leggermente pi\u00f9 lontano dal fiume rispetto a quello di Andrea, ma durante l&#8217;alluvione il fango ha comunque sfondato sia l&#8217;ingresso frontale, sia quello anteriore, arrivando a raggiungere il metro e mezzo. Si ritiene \u201cfortunata\u201d rispetto a tante altre attivit\u00e0, ma i danni sono stati comunque intorno ai 25-35 mila euro, dei quali neanche a lei \u00e8 ancora arrivato nulla, nonostante le tre domande gi\u00e0 compilate durante questi quattro anni. Rispetto al nuovo ponte, sembra abbastanza convinta della bont\u00e0 del progetto e si augura che venga completato in fretta, sicuramente ci saranno dei disagi a causa dei lavori, ma disagi che vale la pena sopportare per tornare ad avere finalmente un paese unito.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Tristano<\/strong> \u00e8 da sei anni uno dei soci del <strong>Kavarna Pub<\/strong>, il suo bar si trova in prossimit\u00e0 del vecchio mulino ed \u00e8 ormai da tanti anni uno dei centri principali della vita notturna garessina. Anche lui colpito dall&#8217;alluvione, ha avuto danni ingenti soprattutto relativi alle scorte in magazzino, ma anche danni strutturali ai motori dei frigoriferi, la parte pi\u00f9 colpita \u00e8 proprio quella dell&#8217;ex mulino che rimanendo sotto la strada \u00e8 finita sommersa di acqua, fango e detriti. In termini economici i danni sono dell&#8217;ordine dei 40 mila euro, i risarcimenti istituzionali dopo anni non sono ancora arrivati (le richieste sono gi\u00e0 state inoltrate pi\u00f9 volte), ma ci tiene a ricordare le piccole iniziative di aiuto nate in quel periodo, fa l&#8217;esempio dell&#8217;Iscom di Cuneo o di alcune cantine che hanno inviato del materiale per poter aiutare a ripartire. Tristano non \u00e8 originario di Garessio e scherzando si dice meno affezionato al vecchio ponte (ma riconosce il valore storico e affettivo che aveva per la comunit\u00e0), quindi ci spiega come forse sia stato per lui pi\u00f9 facile dirgli addio, l&#8217;abbattimento era inevitabile e non era possibile soprassedere ancora. Anche lui poco prima di fine anno ha partecipato al confronto avuto con la ditta appaltatrice in comune, ed aspetta l&#8217;inizio dei lavori con curiosit\u00e0. Rispetto al ponte Lepetit pensa che si tratti di un&#8217;opera urgente perch\u00e8 ad essa si collega un discorso relativo alla viabilit\u00e0, coi mezzi pesanti che si sono ritrovati a passare per strade molto strette in mezzo al paese, creando un disagio non indifferente ad autisti, cittadini e anche a quelle strade che probabilmente non erano state immaginate per questo tipo di veicoli e che cominciano a mostrare il segno di questo passaggio forzato.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Pietro<\/strong> \u00e8 il figlio del proprietario della macelleria <strong>La<\/strong> <strong>Bottega delle Carni<\/strong>, dove anche lui lavora ormai da quasi nove anni. Si tratta di un&#8217;attivit\u00e0 storica che \u00e8 stata inaugurata negli anni &#8217;70 dal nonno di Pietro, e ha quindi tristemente assistito a tutte e tre le alluvioni garessine (all&#8217;entrata del negozio, anch&#8217;esso in via Vittorio Emanuele, si possono notare i segni dei livelli d&#8217;acqua raggiunti nelle varie alluvioni). Durante l&#8217;ultima alluvione l&#8217;acqua \u00e8 arrivata fino al mezzo metro circa, i danni pi\u00f9 importanti sono stati quelli relativi a frigoriferi e congelatori, ma anche per i muri (complici anche e soprattutto le altre due alluvioni) si \u00e8 trattato del colpo di grazia (anche lui come gli altri commercianti non ha ancora ricevuto i soldi di risarcimento); dopo l&#8217;alluvione quindi hanno deciso di rifare completamente il negozio a loro spese. Per Pietro l&#8217;abbattimento del ponte \u00e8 stato sicuramente un peccato, si trattava di un simbolo garessino, ma anche secondo lui l&#8217;ostruzionismo che finiva per creare durante tutte le piene era ormai diventato insopportabile, quindi anche per lui: scelta triste, ma obbligata. Pietro sembra credere molto nel progetto del nuovo ponte (nonostante, ci dice, le osservazioni di qualcuno circa la possibilit\u00e0 che una struttura del genere potrebbe stonare in mezzo al paese) e crede che la firma di Giugiaro possa essere un valore aggiunto, soprattutto agli occhi della \u00abgente di fuori\u00bb. Sulla questione del ponte Lepetit le preoccupazioni di Pietro sono molto simili a quelle di Tristano (la sua attivit\u00e0 si trova tra il fiume e la statale, ha quindi un&#8217;esperienza abbastanza diretta rispetto all&#8217;aumento del traffico) ed auspica che ANAS o provincia possano presto sbloccare la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p><br>L&#8217;ultima dei nostri intervistati \u00e8 <strong>Marta<\/strong>, che da esattamente tre anni \u00e8 titolare del <strong>Bar Curini<\/strong>: parliamo di una vera e propria istituzione garessina, un bar storico situato in prossimit\u00e0 del ponte Odasso, sulla sponda opposta rispetto a quella del Kavarna Pub, ma la stessa di Caff\u00e8 Torino, Fiocco di Neve e Bottega delle Carni. Nel 2020 non lavorava ancora in questo bar, ma s\u00e0 che il vecchio proprietario ha dovuto affrontare dei danni ingenti: allagamento del locale cucina, della cantina, del bar e del dehors. Lei, probabilmente, subir\u00e0 dei gravi disagi a causa dei lavori di ricostruzione, poich\u00e8 l&#8217;ancoraggio del ponte sar\u00e0 proprio davanti all&#8217;ingresso del bar, ma nonostante questo anche lei \u00e8 ottimista circa la realizzazione e pensa che l&#8217;autorevolezza di chi ha firmato il progetto porter\u00e0 dei benefici a tutto il paese. Anche lei \u00e8 sicura della necessit\u00e0 della ricostruzione del ponte Lepetit, con motivazioni che sono pressoch\u00e8 le stesse degli altri intervistati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come abbiamo gi\u00e0 accennato in chiusura nell&#8217;articolo d&#8217;introduzione alle lettere dal ponte, questo articolo si concentrer\u00e0 sulle esperienze di cinque lavoratori che gestiscono attivit\u00e0 commerciali in prossimit\u00e0 del ponte che, dopo essere state colpite dall&#8217;alluvione, sono riuscite a rialzarsi e oggi vedono da vicino l&#8217;inizio dei lavori del nuovo ponte. 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