{"id":90524,"date":"2024-04-08T18:58:47","date_gmt":"2024-04-08T18:58:47","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90524"},"modified":"2024-04-12T05:21:01","modified_gmt":"2024-04-12T05:21:01","slug":"gorbu-du-pare-garessio-al-centro-dellimpero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90524","title":{"rendered":"Gorbu du Par\u00e9, Garessio al centro dell&#8217;Impero"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 il decimo secolo, siamo nei pressi di Acqui Terme, una giovane donna germanica in cammino verso sud ha le doglie; lei e l\u2019uomo che l\u2019accompagna vengono accolti per l\u2019emergenza nell\u2019abbazia di Santa Giustina. Superate le ore di travaglio viene alla luce un beb\u00e8, chiamato Aleramo, dall\u2019antico piemontese <strong>aler<\/strong>, allegro, come buon auspicio. Trascorsi due mesi ospiti dei signori del luogo, la donna e il compagno affidano il neonato alla balia e riprendono il pellegrinaggio per Roma, in virt\u00f9 dell\u2019impegno preso qualora fossero stati graziati con l\u2019arrivo di un figlio. Si tratta di un viaggio dal quale non faranno mai ritorno, facendo cos\u00ec di Aleramo un orfano. I signori di Sezzadio lo crescono ed educano come cavaliere; diventa prestissimo lo scudiero di un nobile.<br>Una rivolta della citt\u00e0 di Brescia attira l\u2019imperatore Ottone I di Sassonia sull\u2019area. Per l\u2019occasione, chiede ai signori della regione di riunire diversi scudieri fidati, tra i quali \u00e8 presente Aleramo che si distingue per eleganza e gentilezza. L\u2019Imperatore chiede di conoscerlo e, impressionato dalla sua storia, lo invita a far parte della sua corte.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Gorbu du Par\u00e9 \u00e8 la grotta numero 140 del catasto piemontese, per raggiungerla \u00e8 necessario affrontare una breve porzione di un costone che dalla Pietra Ardena scende fino al Rio Malsangua. Si tratta di una cavit\u00e0 angusta, la soglia \u00e8 circolare di circa 2 metri e apre ad un piccolo vano, un salto di tre metri e poi un corridoio, che si conclude con fessure impraticabili. Per terra, c\u2019\u00e8 terriccio.<\/p>\n\n\n\n<p><br>L\u2019Imperatore Ottone I ha una figlia prediletta, si chiama Adelasia, \u00e8 molto bella ed \u00e8 predestinata ad essere sposa di un nobile influente. Poich\u00e9 le passioni sono inclini a fuggire ogni tentativo di controllo, \u00e8 in breve tempo che i piani dell\u2019imperatore vengono scombinati.<br>Aleramo e Adelasia si innamorano. Subito realizzano che il loro \u00e8 un amore proibito e decidono di proteggerlo, scappando. Insieme, al dorso di un cavallo bianco lei e su di un cavallo rosso lui, prendono la via per la terra natale di Aleramo, sostando sfiniti nella valle del Tanaro, a Garessio.<br>Tra la vegetazione selvaggia, trovano riparo nella cavit\u00e0 rocciosa della Pietra Ardena, al Gorbu du Par\u00e9, esattamente, un posto cos\u00ec isolato che li accoglie stanchi e affamati, ma salvi.<br>In cerca di viveri, Aleramo incontra dei carbonai, cio\u00e8 degli esperti della trasformazione del legno in carbone, diffusissimi tra queste montagne piene di boschi di castagno. In cambio di lavoro, ottiene il cibo che stava cercando. Dopodich\u00e9 costruisce una capanna, e inizia cos\u00ec, quindi, anche una nuova vita, con la amata al suo fianco.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui apprende il mestiere di carbonaio e crea un commercio sul mercato ligure, rifornendo di carbone anche le cucine del Vescovo di Albenga, familiarizzando con il cuoco e diventando ospite gradito del palazzo. Adelasia, abile ricamatrice, realizza borse e confeziona piccoli oggetti da rivendere, sfruttando anche lei lo sbocco sulla riviera e la benevolenza del Vescovo, che li accoglie spesso insieme al piccolo Ottone, loro primogenito, il cui nome \u00e8 scelto in onore del nonno.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ulteriori sussulti da Brescia animano ancora l\u2019impero di Ottone I e di nuovo scudieri e cavalieri sono chiamati a intervenire. Nel gruppo c\u2019\u00e8 anche il giovane Ottone, che, sotto l\u2019ala del Vescovo di Albenga, \u00e8 stato addestrato come scudiero anche lui, mentre Aleramo partecipa alla spedizione, ma nelle vesti di cuoco da campo.<br>Una serie di circostanze conducono infine Aleramo a battersi e distinguersi per i risultati ottenuti, tanto che, ancora una volta, l\u2019Imperatore ha volont\u00e0 di conoscere personalmente questo capace destriero.<br>Ovviamente Aleramo fa in modo di evitare l\u2019incontro, per\u00f2 non pu\u00f2 negare la sua partecipazione a una giostra organizzata per celebrare la vittoria conseguita.<br>Camuffatosi a dovere vi partecipa, e in questa occasione \u00e8 il Vescovo a capire l\u2019imbroglio, il quale, certo della clemenza dell\u2019imperatore, gli consegna la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La conclusione di questa storia vede uno scenario roseo: come aveva intuito il Vescovo, l\u2019imperatore Ottone I \u00e8 grato di potersi unire nuovamente alla figlia e con lei, insieme alla sua famiglia. Aleramo ottiene il titolo di marchese, con una marca da governare, delineata da lui stesso, secondo gli accordi, cavalcando ininterrottamente per tre giorni tra Piemonte e Liguria, iniziando cos\u00ec la dinastia degli Aleramici, il cui stemma bianco e rosso richiama i colori dei cavalli di Adelasia e Aleramo durante la fuga.<\/p>\n\n\n\n<p><br>\u00c8 anche a questa leggenda, tra altre, che si rif\u00e0 la storia del nome Monferrato, ancora oggi una delle zone pi\u00f9 importanti dell\u2019antica marca aleramica. Pare che durante la corsa per segnare i confini del marchesato il cavallo perse uno zoccolo e Aleramo si arrangi\u00f2 per ferrare l\u2019animale con un mattone. Da qui Munfrrha, con \u2018mun\u2019 per mattone e \u2018frrha\u2019 per ferrare.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Chiaramente la vicenda di Adelasia e Aleramo mescola il reale e il meraviglioso e quello che sta a cuore a noi \u00e8 la presenza in questo contesto immaginifico di uno dei nostri luoghi nascosti, il Gorbu du Par\u00e9, appunto. Una piccola grotta di scarso valore turistico, tanto appartata, quanto significativa come luogo salvifico per diverse sopravvivenze.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Un\u2019altra storia parrebbe vederla protagonista, questa pi\u00f9 recente, ci arriva dalle testimonianze di Elia Naso e Francesca Dani. Gli anni sono quelli della seconda Guerra Mondiale, a Garessio c\u2019\u00e8 gran fermento, tedeschi e partigiani sono in arrivo in paese. Albina Fazio pensa a nascondersi, mettersi al riparo e soprattutto proteggere la piccola figliola, Maria Rosa Dani. Le due trascorreranno un paio di giorni nella spelonca, forse tre, facendosi tutt\u2019uno con le pareti rocciose, nel silenzio, mimetizzandosi il pi\u00f9 possibile. L\u2019anfratto anche qui \u00e8 luogo di rifugio, si fa casa, per quanto angusto possa sembrare. Eppure, \u00e8 significativo come, nell\u2019emergenza, sia possibile spogliarsi in fretta di ogni necessit\u00e0 e ritrovare la capacit\u00e0 naturale di affidarci alla terra, specificatamente, nel nostro caso, popolo pedemontano, alla montagna.<\/p>\n\n\n\n<p><br>[Ci teniamo a sottolineare che quest\u2019ultimo aneddoto non sappiamo se riguarda il Gorbu du Par\u00e9 o un\u2019altra grotta nella vallata del Rio San Mauro]<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie ad Elia e Francesca per aver condiviso con noi questo ricordo!<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da Aurora Sappa e Michele Odda.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PHOTO-2024-04-06-09-43-29-3-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90528\" srcset=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PHOTO-2024-04-06-09-43-29-3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PHOTO-2024-04-06-09-43-29-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PHOTO-2024-04-06-09-43-29-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PHOTO-2024-04-06-09-43-29-3-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PHOTO-2024-04-06-09-43-29-3-980x735.jpg 980w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PHOTO-2024-04-06-09-43-29-3.jpg 2016w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il decimo secolo, siamo nei pressi di Acqui Terme, una giovane donna germanica in cammino verso sud ha le doglie; lei e l\u2019uomo che l\u2019accompagna vengono accolti per l\u2019emergenza nell\u2019abbazia di Santa Giustina. 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