{"id":90613,"date":"2024-05-26T18:08:54","date_gmt":"2024-05-26T18:08:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90613"},"modified":"2024-05-26T18:10:00","modified_gmt":"2024-05-26T18:10:00","slug":"don-rossi-un-portatore-di-gioia-nel-dopoguerra-di-valdinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90613","title":{"rendered":"Don Rossi: un portatore di gioia nel dopoguerra di Valdinferno"},"content":{"rendered":"\n<p>P<em>rima di Don Rossi a Valdinferno non c\u2019era niente, lui ha portato la felicit\u00e0<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec lo ricorda Angelo (conosciuto da tutti come Angelino), che ha vissuto nella frazione garessina negli anni cinquanta quando il prete di origini monregalesi ha iniziato il suo servizio presso la parrocchia.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Don Giovanni Rossi \u00e8 nato nel 1925 e negli anni \u201950 doveva partire per fare il missionario. I genitori, che avrebbero voluto che il figlio rimanesse vicino a loro, fecero cambiare idea al vescovo, che decise cos\u00ec di mandare il giovane Don Rossi a Valdinferno \u201c<em>che tanto \u00e8 come andare missionari<\/em>\u201d. La frazione, infatti, non era collegata con nessuna strada a Garessio, contava 300 abitanti circa e non c\u2019era la centralina della luce. Il primo lavoro di Don Rossi per la riqualificazione del paese fu rimettere in sesto il tetto della chiesa, che fece fare prima in lamiera e, solo in un secondo momento, in cemento. Ma non solo: la fece anche pitturare. Si \u00e8 poi occupato di far arrivare la luce elettrica a Valdinferno, facendo mettere una centralina da una impresa di Mondov\u00ec. I pali della luce vennero portati in spalla da Angelo, don Rossi e altri due ragazzi da Luvia (vicino a Cappello, sulla strada per arrivare al Colle di Casotto). Un giorno il padrone della tenuta di Valcasotto e del castello di Casotto- il signor Baldracco &#8211; gli aveva dato il permesso di andare a prendere dei tronchi per costruire i pali nella sua tenuta, ma i ragazzi erano stati presi alla sprovvista da una tormenta di neve che li aveva costretti a fermarsi da Armando Sereno, che li aveva gentilmente ospitati e sfamati. Solo quattro anni dopo \u00e8 arrivata l\u2019Enel.<br>Il prete era un tuttofare, infatti si improvvisava anche il dottore per chi ne aveva bisogno. Per questo, e anche perch\u00e9 insegnava alle scuole medie, aveva la necessit\u00e0 di spostarsi verso Garessio, e l\u2019assenza di una strada lo costringeva a scendere a piedi. Cos\u00ec decise di farne costruire una, facendo pressione sul municipio di Garessio. A quel punto si compr\u00f2 una moto: una Guzzi Galletto.<br>Un altro ricordo che fa sorridere Angelino \u00e8 il fatto che al Don piaceva mettere la musica per il paese. Infatti, c\u2019erano tre altoparlanti sul campanile per intrattenere i compaesani mentre lavoravano, con canzoni degli alpini, che grazie a ci\u00f2 sentivano che la giornata di lavoro passava pi\u00f9 velocemente. La musica risuonava per tutta la valle, tanto da arrivare fino a Trappa e sul Monte Antoroto.<br>Non stava mai fermo Don Rossi: con il mulo chiesto in prestito dalla famiglia di Angelo, andava a prendere la sabbia per lavorare alla chiesa, alla canonica e alla scuola nuova che aveva fatto costruire. L\u2019albergo, che si trova ancora a Valdinferno, era stato in funzione durante tutta la permanenza di Don Rossi: lo aveva fatto costruire lui e lo aveva intestato alla sorella. Non si capiva dove trovasse tutte le energie, visto che mangiava pochissimo! Alla sera diceva la benedizione intorno alle 20.30, stava un po\u2019 in paese con i suoi amici e poi partiva con il suo Galletto e andava a Villanova per sistemare e legare il grano che il padre tagliava durante il giorno. Alle sette della mattina dopo era di nuovo a Valdinferno a dire la messa (infatti era molto puntuale e non gli piaceva mancare ai suoi impegni di sacerdote). Proprio una sera mentre stava scendendo a Villanova, passando da Pamparato, per delle dinamiche non ben chiare al Angelino, fin\u00ec sotto un camion. L\u2019autista era preoccupato di aver investito e ucciso un prete, ma Don Rossi esclam\u00f2 da sotto il camion <em>\u201cnon sono mica morto, sposta \u2018sto camion<\/em>\u201d. Il don non si era fatto nulla, era salito sul suo Galletto e aveva proseguito per la sua strada.<br>Don Rossi fece anche costruire l\u2019acquedotto, in modo da far avere l\u2019acqua corrente ai suoi compaesani. Questa \u00e8 stata, per\u00f2, la sua ultima opera come prete di Valdinferno; infatti, dopo gli anni Sessanta, \u00e8 stato richiamato a Mondov\u00ec. Ricorda Angelo che il giorno della sua partenza erano tutti tristi e per questo non gli hanno fatto nessuna festa di addio, perch\u00e9 volevano che rimanesse, visto tutta la felicit\u00e0 che aveva regalato alla frazione. Lo avevano per\u00f2 accompagnato tutti con il pullman fino a Mondov\u00ec. La sua permanenza nel monregalese \u00e8 durata poco, perch\u00e9 \u00e8 poi partito come missionario per la Corea. \u00c8 rimasto in Corea diversi anni, finch\u00e9 non si \u00e8 ammalato ed \u00e8 stato costretto a tornare a Mondov\u00ec. Qui \u00e8 morto nel 2000. Dopo don Rossi ha preso la carica di prete del paese Don Solari, che poi si \u00e8 spostato a Priola, da quel momento i preti di Garessio salivano e scendevano a Valdinferno per dire una funzione ogni tanto, soprattutto a San Ludovico, quando c\u2019era anche la processione.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Sono tanti i ricordi di Angelo del suo amico Don Rossi, qui ne riportiamo alcuni:<br>Era un uomo molto generoso e ogni anno a Natale faceva dei regali ai bambini: un anno aveva fatto fare un <em>mongomero<\/em> (cappotto) e un paio di scarpe. Inoltre, aveva fatto costruire il primo forno moderno a gasolio che aveva regalato agli abitanti e poi sistemato nell\u2019osteria di Libero. Aveva anche comprato un biliardo da condividere con chiunque volesse giocarci e Angelo lo aveva accompagnato a Valcasotto. Erano partiti entrambi con gli sci, sono passati da Garessio 2000. Don Rossi si era fatto male a una mano, ma aveva continuato a sciare. Con il venditore si erano messi d\u2019accordo per farlo portare con un camioncino almeno fino a Garessio, poi in qualche modo lo avrebbero portato fino a Valdinferno. Sulla strada del ritorno don Rossi, che come avevamo gi\u00e0 accennato non mangiava granch\u00e9, si era sentito particolarmente debole, tanto che il suo compagno voleva che si fermassero al rifugio Silvietto per mangiare un boccone, ma don Rossi si era rifiutato: era in ritardo per dire la benedizione della sera! Quando il biliardo \u00e8 arrivato a Garessio qualche giorno dopo, Angelo si era offerto di andarlo a prendere, visto che la strada non era ancora stata fatta costruire dal Don; infatti, lo aveva caricato sul mulo e portato in paese. Nel 1951, poco dopo il suo arrivo, Don Rossi, insieme ad Angelino e altri sette volontari avevano portato la madonnina che ancora oggi si trova sul monte Antoroto facendo a turno per caricarsela sulle spalle (pesa infatti 120 kg!). \u00c8 stato proprio per volere di Don Rossi che la vecchia croce era stata sostituita con la Madonnina, che per altro \u00e8 la stessa che c\u2019\u00e8 ancora oggi!<\/p>\n\n\n\n<p><br>Angelino non poteva non commuoversi raccontando queste storie, era infatti molto amico di Don Rossi, avevano passato tanti anni della loro giovinezza insieme, aiutando i loro compaesani e, facendolo, si erano divertiti molto. Allo stesso tempo, per\u00f2, quando raccontava certe storie ogni tanto rideva al ripensare a quante cose avevano fatto insieme.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Angelo ci ha promesso altre storie, che con l\u2019aiuto della nipote Chiara stiamo raccogliendo in modo da far rivivere e magari far tornare alla memoria vecchie storie di Valdinferno e della Valle che anche i nostri e vostri nonni vi hanno raccontato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"467\" src=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/immagine-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-90615\" style=\"width:841px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/immagine-2.png 726w, https:\/\/ilgaressino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/immagine-2-300x193.png 300w\" sizes=\"(max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Don Rossi (indicato con la freccia) insieme agli altri abitanti di Valdinferno.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Scritto da Francesca Bianco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di Don Rossi a Valdinferno non c\u2019era niente, lui ha portato la felicit\u00e0 Cos\u00ec lo ricorda Angelo (conosciuto da tutti come Angelino), che ha vissuto nella frazione garessina negli anni cinquanta quando il prete di origini monregalesi ha iniziato il suo servizio presso la parrocchia. 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