{"id":90703,"date":"2024-06-07T17:38:42","date_gmt":"2024-06-07T17:38:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90703"},"modified":"2024-06-07T17:38:43","modified_gmt":"2024-06-07T17:38:43","slug":"fritto-e-buono-tutto-ma-le-foglie-di-salvia-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90703","title":{"rendered":"Fritto \u00e8 buono tutto, ma le foglie di salvia di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p>Ebbene si, lo ammetto, vi ho guardato negli orti, passeggiando per le vie del paese, girando per le periferie durante qualche camminata assieme all\u2019amico di sempre: si chiacchiera, ma nel frattempo, non riesco a farne a meno, la mia fantasia mi fa vedere cotte le cose che vedo ancora attaccate alla pianta. Deve essere colpa del mio costante e imperituro senso di fame latente.<br>Quindi, qualche giorno fa sento un profumo inconfondibile, mi giro e in angolo di un bel giardino vedo un cespuglio di salvia con delle foglie belle grandi, succose. Mi sono reso conto che mi era partita la salivazione a livello di perdita della dignit\u00e0 e ho cercato di porre un rimedio quanto prima.<br>Sono tornato a casa, ho preso dalla mia pianta di salvia una trentina di foglie ben sviluppate e sono corso in cucina. Le ho lavate ed asciugate strabene!<br>Ho preparato una pastella mescolando con una frusta e un pochino di pazienza farina 00, birra buona e freddissima e una pizzicata di sale. Una volta che il composto \u00e8 risultato completamente privo di grumi, con la consistenza della panna liquida, ho messo a scaldare l\u2019olio. E qui si potrebbe aprire un dibattito sull\u2019olio pi\u00f9 giusto da usare per la frittura. Dal punto di vista della nostra salute, il top sarebbe usare olio extravergine, magari un taggiasco delicato (ma ci costerebbe un occhio della testa), oppure un olio di semi estratto a freddo. Quest\u2019ultimo \u00e8 praticamente introvabile, se non con prezzi incredibili, nella grande distribuzione. Io credo che, se non si frigge ogni momento, si possa usare anche un olio di semi alto oleico, che ha un punto di fumo pi\u00f9 alto di quello \u201cnormale\u201d e consente di friggere pi\u00f9 in fretta a temperature pi\u00f9 alte, senza bruciarlo.<br>Ad ogni modo, olio ben caldo, qualche goccia di pastella per capire quando fa le bollicine (quello \u00e8 il momento di iniziare a friggere) e cominciamo a friggere 5-6 foglie pastellate (facendo colare la pastella in eccesso, deve essere un velo) per volta in modo da non abbassare troppo la temperatura dell\u2019olio.<br>Una volta cotte, non devono scurirsi oltre modo, le scoliamo, asciughiamo bene rimuovendo tutto l\u2019unto possibile, aggiungiamo un pizzico di sale e\u2026aspettiamo solo quei pochissimi secondi durante i quali ci ustioneremmo irrimediabilmente le papille gustative per iniziare a mangiarle, mentre continuiamo a friggere altre foglie.<br>\u00c8 una ricetta talmente semplice che mi vergogno quasi a proporla, ma chi gi\u00e0 conosce questo prodotto meraviglioso magari prover\u00e0 gioia nel rifarlo. Chi, invece, non ha mai assaggiato le foglie di salvia pastellate e fritte, deve assolutamente scoprire quanto siano deliziose.<br>Occhio, per\u00f2, non guarderete pi\u00f9 con gli stessi occhi i cespugli di salvia che troverete in giro!<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Ingredienti per levarsi la voglia (monoporzione<\/strong> \ud83d\ude0a):<\/p>\n\n\n\n<p><br>30 foglie di salvia ben sviluppate<br>100 g farina 00<br>25 cc birra buona<br>1 pizzico di sale per la pastella<br>Sale q.b. per le foglie fritte<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da Adriano Fedi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ebbene si, lo ammetto, vi ho guardato negli orti, passeggiando per le vie del paese, girando per le periferie durante qualche camminata assieme all\u2019amico di sempre: si chiacchiera, ma nel frattempo, non riesco a farne a meno, la mia fantasia mi fa vedere cotte le cose che vedo ancora attaccate alla pianta. 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