{"id":90905,"date":"2024-12-06T14:44:23","date_gmt":"2024-12-06T14:44:23","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90905"},"modified":"2024-12-06T14:44:24","modified_gmt":"2024-12-06T14:44:24","slug":"lungo-il-rio-s-mauro-la-passeggiata-della-mia-vita-in-cinque-episodi-episodio-3-la-pensione-san-mauro-il-bivio-per-il-castello-ed-il-prato-sotto-la-grotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=90905","title":{"rendered":"Lungo il rio S. Mauro la passeggiata della mia vita in cinque episodi. Episodio 3: la Pensione San Mauro, il bivio per il Castello ed il prato sotto la grotta."},"content":{"rendered":"\n<p>Intrapresa la passeggiata, \u00e8 presente sulla sinistra rispetto al nostro senso di marcia, seppur oggi inutilizzata, la \u201cPensione San Mauro\u201d. Precedentemente forse un mulino, la struttura fu sopraelevata e trasformata in albergo nel corso degli anni \u201850 dalla famiglia Ghiglia Odasso ed \u00e8 rimasta attiva sino ai primi anni del nuovo millennio. L\u2019evoluzione sociale ed economica ha portato alla sua chiusura, ma quando eravamo ragazzi offriva servizio di albergo, bar, ristorante e, in tempi pi\u00f9 recenti, pizzeria. Dotata di giardino, campo bocce, dondoli e altalena, era un vivace punto di ritrovo. Aveva una clientela affezionata fatta di villeggianti e persone del posto e volentieri passavamo di l\u00ec per un gelato, un ghiacciolo, un giro in altalena, due chiacchiere tra di noi o con i clienti pi\u00f9 habitu\u00e9 o, alla sera, una pizza.<\/p>\n\n\n\n<p>Fui certamente tra gli ultimi clienti della locanda, avendovi soggiornato per una settimana con mia figlia piccola nel 2004. Ricordo ancora la gentilezza dei gestori, il buon servizio e l\u2019arredamento delle camere, che riportava indietro nel tempo direttamente agli anni \u201960 del secolo scorso. Mentre passiamo, tutti proviamo la speranza di una sua futura ripresa adattata alle esigenze di una moderna clientela.<\/p>\n\n\n\n<p>Finisce l\u2019asfalto con un breve tratto in salita al termine del quale c\u2019\u00e8 l\u2019attacco del sentiero che porta ai ruderi del Castello. \u00c8 il versante pi\u00f9 ripido; chi volesse salire pi\u00f9 comodamente al prato sommitale, pu\u00f2 percorrere il sentiero dal lato opposto che parte da via al Castello. Da lass\u00f9 si pu\u00f2 godere di un panorama straordinario sulla conca garessina. Una breve deviazione nei ricordi \u00e8 inevitabile: le discese con il bob lungo il ripido sentiero innevato dopo averlo battuto a mo\u2019 di pista, mio pap\u00e0, che raccoglieva sotto le betulle sacchetti di gambe grigie (gli unici funghi che trovava!) e le feste, le incredibili feste sul Castello, che organizzavamo intorno a Ferragosto, in quel tempo che d\u00e0 il via all\u2019et\u00e0 adulta. Mangiavamo, cantavamo, ballavamo, eravamo tantissimi e bellissimi come tutti i ragazzi a quell\u2019et\u00e0. Si dormiva sotto le stelle su giacigli di fortuna ed ogni anno veniva proclamato \u201cIl Re del Castello\u201d a chi di pi\u00f9 aveva stupito la compagnia con le sue gesta. Ancora un ricordo legato a queste feste \u00e8 l\u2019indimenticabile ed irripetibile trasporto a braccia, lungo il sentiero pi\u00f9 ripido, di un gruppo elettrogeno necessario ad illuminare l\u2019intera area della festa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciamo il bivio e, proseguendo in piano su fondo sterrato regolare e ben conservato, costeggiamo un piccolo spazio erboso rialzato, sul quale dominano due magnifici castagni secolari il cui frutto pu\u00f2 allietare il palato dei suoi estimatori. Raggiunta una panchina in legno si pu\u00f2 notare una traccia che scende rapidamente al ruscello: porta nei pressi del \u201cLago della biscia\u201d, punto dove il corso del rio si allarga a formare un piccolo specchio d\u2019acqua, incorniciato tra ontani e cascatelle, bello per giocare, rinfrescarsi e fare fotografie. Le rocce umide, potenziali cause di scivoloni, richiedono molta attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece di volgere lo sguardo al ruscello ci voltiamo a destra rispetto al senso di marcia, notiamo un prato sopraelevato sostenuto da un caratteristico muretto a secco. Oggi conteso con il bosco, un tempo era una delle aree in cui Aldo portava le vacche e questo lo rendeva sempre libero da erbacce e ottimo, nei periodi in cui non rovinavamo il pascolo, come terreno di gioco per le partite di pallone pomeridiane. Salendo poco pi\u00f9 su, un\u2019altra piccola area prativa ospita una grotta da cui spira una costante brezza, refrigerio nella stagione estiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prossimo episodio avr\u00e0 come titolo \u201cLa pista delle barchette e la grotta dei folletti\u201d; se il titolo vi incuriosisce, possiamo procedere insieme lungo la via.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella foto: La Pensione San Mauro raffigurata in un quadro di Celestino Ghiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da Maurizio Gualdi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intrapresa la passeggiata, \u00e8 presente sulla sinistra rispetto al nostro senso di marcia, seppur oggi inutilizzata, la \u201cPensione San Mauro\u201d. Precedentemente forse un mulino, la struttura fu sopraelevata e trasformata in albergo nel corso degli anni \u201850 dalla famiglia Ghiglia Odasso ed \u00e8 rimasta attiva sino ai primi anni del nuovo millennio. 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