{"id":91083,"date":"2025-02-13T19:50:38","date_gmt":"2025-02-13T19:50:38","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=91083"},"modified":"2025-02-13T19:50:40","modified_gmt":"2025-02-13T19:50:40","slug":"montagna-e-spopolamento-tra-promesse-e-realta-quando-anche-andare-a-scuola-diventa-complicato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=91083","title":{"rendered":"Montagna e spopolamento tra promesse e realt\u00e0: quando anche andare a scuola diventa complicato"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019annosa questione dello spopolamento della montagna \u00e8 da tempo al centro del dibattito locale. La tendenza, iniziata oramai da decenni e mai invertitasi, si \u00e8 accentuata negli ultimi anni, a causa dell\u2019invecchiamento della popolazione e del conseguente calo demografico. Se fino a qualche anno fa pareva assurdo comparare realt\u00e0 come quella di Garessio a paesi oramai quasi del tutto spopolati, o comunque con un numero di residenti fissi molto limitato, ora questa deriva non sembra essere cos\u00ec remota, soprattutto per i paesi che gi\u00e0 nei tempi di massimo splendore non vantavano una popolazione molto numerosa.<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte di questo continuo spopolamento, non si pu\u00f2 che dire che le istituzioni siano sempre rimaste inerti. Negli ultimi anni ingenti fondi sono stati destinati alla montagna ed alle cosiddette aree interne, per promuovere le attivit\u00e0 locali e tentare di fornire quegli essenziali servizi dei quali i residenti necessitano.<br>Tuttavia, \u00e8 oggettivamente innegabile che alcune scelte, nonostante la dichiarata attenzione alla realt\u00e0 montana ed alle relative promesse di sostenerla, si pongano in chiaro contrasto con gli interessi chi in queste realt\u00e0 vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ultimo si \u00e8 avuta, a cominciare dal corrente anno scolastico, la modifica degli orari delle scuole di Mondov\u00ec, ossia del centro che, storicamente, era il principale polo di istruzione secondaria superiore (anche) per la Val Tanaro. Ormai da anni i collegi sono scomparsi, e gli studenti hanno cominciato a viaggiare quotidianamente per frequentare le lezioni. Viaggi che, come risaputo, non sono sempre dei pi\u00f9 facili, soprattutto recentemente, e che hanno sempre visto i giovani trascorrere una rilevante parte della giornata sugli autobus \u2013 suscitando talvolta lo stupore dei compagni monregalesi, che quasi non si capacitano di come si possa impiegare cos\u00ec tanto per andare e tornare da scuola. Delle problematiche relative alla viabilit\u00e0 ed ai trasporti pubblici locali si \u00e8 gi\u00e0 scritto in passato, qui come in altre sedi, e si pu\u00f2 quindi evitare di ribadire tutto quanto \u00e8 gi\u00e0 stato detto (e si continua a dire).<\/p>\n\n\n\n<p>Il cambiamento di cui si \u00e8 detto, in particolare, prolunga di un\u2019ora le lezioni quotidiane, in cambio del riposo il sabato. Senza voler negare il beneficio di avere due giorni di riposo, non si pu\u00f2 che rimanere quantomeno scoraggiati dalla prospettiva che si offre a chi intenda iscriversi ad una scuola di Mondov\u00ec: oltre alla levataccia, non sembra ora verosimile fare ritorno a casa (per uno studente in Garessio, e quindi addirittura pi\u00f9 tardi per chi abita pi\u00f9 lontano) prima delle 15:30 \u2013 al netto di eventuali ritardi e problematiche varie.<br>Considerato che, almeno di norma, la scuola (che si ricorda essere \u201cdell\u2019obbligo\u201d almeno fino ai sedici anni) comporta, oltre all\u2019impegno delle lezioni, anche una fondamentale attivit\u00e0 di studio, non si possono che compatire i nostri concittadini, che evidentemente si sono visti ridotto, e non di poco, il tempo da dedicare a tale scopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto che molti studenti, al fine di concludere il percorso scolastico gi\u00e0 cominciato in precedenza, si sono visti costretti a trasferirsi a Mondov\u00ec.<br>Sar\u00e0 indubbiamente lecito, nei prossimi anni, aspettarsi un deciso calo delle iscrizioni negli istituti monregalesi &#8211; almeno da parte dei ragazzi che non abitano nei dintorni. Per chi intenda scegliere una scuola presente anche a Ceva, non sar\u00e0 un problema, essendo tale polo scolastico da anni una valida alternativa a Mondov\u00ec. E tuttavia, tendendo a mente che molti indirizzi a Ceva non sono presenti, qualcuno si vedr\u00e0 costretto, o quantomeno trover\u00e0 pi\u00f9 logico, rinunciare alla scuola alla quale si sarebbe iscritto pi\u00f9 volentieri.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, si compone un quadro piuttosto paradossale: da una parte, l\u2019asserita intenzione di favorire il ripopolamento (o, almeno, sfavorire lo spopolamento \u2013 si perdoni il gioco di parole) della montagna, dall\u2019altra una decisione che non solo taglia ulteriormente fuori i paesi pi\u00f9 isolati, ma lo fa a scapito dei giovani, che sono l\u2019elemento essenziale per la sopravvivenza dei centri pi\u00f9 piccoli. Senza poi considerare il diritto allo studio, che non \u00e8 certo una prerogativa di importanza secondaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sente spesso parlare di \u201cresilienza\u201d della montagna e di chi la abita: ci si pu\u00f2 solo augurare che essa, sebbene messa spesso a dura prova, non venga mai meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da Francesco Viglino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019annosa questione dello spopolamento della montagna \u00e8 da tempo al centro del dibattito locale. La tendenza, iniziata oramai da decenni e mai invertitasi, si \u00e8 accentuata negli ultimi anni, a causa dell\u2019invecchiamento della popolazione e del conseguente calo demografico. 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