{"id":91107,"date":"2025-02-19T09:33:24","date_gmt":"2025-02-19T09:33:24","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=91107"},"modified":"2025-02-19T09:33:25","modified_gmt":"2025-02-19T09:33:25","slug":"zuppa-di-farro-e-pietra-ardena-cucina-e-paesaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgaressino.it\/?p=91107","title":{"rendered":"Zuppa di farro e Pietra Ardena, cucina e paesaggi"},"content":{"rendered":"\n<p>Voglio raccontarvi una storia, cio\u00e8 \u00e8 una ricetta, ma parte da una storia. Insomma, non so bene nemmeno io cosa sia, diciamo che a volte \u00e8 necessario lasciarsi trasportare dalle percezioni, dall\u2019istinto e credo non ci sia nulla di pi\u00f9 poderoso di un paesaggio per stuzzicare la fantasia. E niente pi\u00f9 della cucina per trasformare una sensazione in qualcosa di tangibile, di profumato, gustoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo guardando le guglie di roccia grigia, nuda che si stagliano dalla Pietra Ardena, scendendo dai Bertolini, posto da fiaba incastrato in Valdinferno, oltre che casa di amici. Il sole di una fredda domenica creava ombre dai contorni astratti contro le forme della montagna, gli alberi che arrivano fino in cima in cima arrossivano scaldati da quei raggi pomeridiani, dopo il gelo dei giorni precedenti. Non nevica per bene da troppo tempo, ce ne sarebbe bisogno, ma anche senza il manto bianco che dovrebbe coprire tutto in questo periodo, le montagne attorno a Garessio sono un capolavoro della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>La combinazione di freddo, colori, pietra e alberi, sole e vento pungente mi avevano fatto venire voglia di un bel piatto caldo, avvolgente e, perch\u00e9 no, godurioso.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi, come corrispondere a tutto questo se non con una bella zuppa? Non ce le filiamo pi\u00f9 tanto le zuppe, che invece una volta arricchivano tutte le tavole con i loro odori, con la ricchezza data spesso da ingredienti poveri, in un ossimoro che sapeva di famiglia come nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora si parte davvero, ecco la mia zuppa di farro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ingredienti<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Farro perlato, 250 g.<\/li>\n\n\n\n<li>Brodo vegetale, 1.5 l.<\/li>\n\n\n\n<li>Cipolla dorata, 1<\/li>\n\n\n\n<li>Carota, 1<\/li>\n\n\n\n<li>Alloro, 1 foglia<\/li>\n\n\n\n<li>Vino bianco, \u00bd bicchiere<\/li>\n\n\n\n<li>Concentrato di pomodoro, 1 cucchiaio<\/li>\n\n\n\n<li>Paprika dolce, 1 cucchiaino<\/li>\n\n\n\n<li>Salsa di soia (se piace) 1 cucchiaino<\/li>\n\n\n\n<li>Olio EVO buono q.b.<\/li>\n\n\n\n<li>Pepe qb<\/li>\n\n\n\n<li>Sale qb<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Procedimento<\/h2>\n\n\n\n<p>Iniziamo a preparare un bel soffritto, tagliando la carota e la cipolla finissime a coltello, mettendo un giro d\u2019olio evo in una pentola di medie dimensioni e facendo appassire a fuoco lentissimo il trito appena preparato.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungiamo senza troppi fronzoli, perch\u00e9 la zuppa \u00e8 prima di tutto concretezza, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, la paprika dolce e, se piace la salsa di soia. Gi\u00f9 diretti con il vino e, appena evaporata la parte alcolica, si scaraventa dentro il farro: non una vera e propria tostatura, ma una rigorosa scaldata con una parte liquida molto contenuta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora vi far\u00f2 fare qualcosa che potrebbe sembrare strano a qualcuno, ma fidatevi di me: appoggiate la foglia di alloro sul palmo di una mano e date un colpo secco con il dorso dell\u2019altra. Immediatamente si sprigioner\u00e0 un profumo pazzesco, stimolando la fuoriuscita degli olii essenziali. A questo punto mettete la foglia in pentola, lasciate passare un istante e poi aggiungete il brodo vegetale ben caldo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciate cuocere una mezz\u2019oretta e poi verificate grado di cottura (il farro deve essere morbido ma non sfatto) e aggiustate di sale e pepe a piacere.<\/p>\n\n\n\n<p>A me piace un tantino brodosa, quindi anche in questo caso il gusto \u00e8 strettamente personale e potete fare come pi\u00f9 vi aggrada usando pi\u00f9 o meno brodo alla bisogna.<\/p>\n\n\n\n<p>Come spesso cerco di fare, ecco alcune facili aggiunte che potrebbero impreziosire una zuppa buona come questa:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Essendo io ligure\u2026 il pesto. Come vedete nella foto, ci sta da dio, \u00e8 una combinazione devastante, non per campanilismo ma perch\u00e9 fa veramente roteare gli occhi;<\/li>\n\n\n\n<li>\u00c7a va sans dire, i crostini: qui bisogna essere generosi e in ogni piatto mettere un paio di crostini di pane buono passato in padella, in forno o in friggitrice ad aria (che sempre forno \u00e8 ma pi\u00f9 compatto e rapido, se si hanno tempi contenuti);<\/li>\n\n\n\n<li>Peperoncino, come se piovesse. Fate voi, a me piace che il grado di piccantezza di una zuppa calda sia piuttosto importante e mi concedo un\u2019aggiunta generosa di peperoncino, ma ovviamente la regola \u00e8 solo quella del piacere di ognuno;<\/li>\n\n\n\n<li>Aggiunta gourmet ma facilissima, un bell\u2019olio al rosmarino. Va preparato qualche tempo prima e vi servono olio extravergine, rametti di rosmarino e un contenitore di vetro sterilizzato. Scaldate olio e rosmarino (asciugato strabene, mi raccomando) per 5 minuti a fuoco bassissimo e poi trasferite tutto nella bottiglia di vetro che riporrete al buio. Ci sono innumerevoli ricette sul web per prepararlo, non vi annoio con l\u2019ennesima qui, ma fatelo, che \u00e8 super buono!<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da Adriano Fedi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voglio raccontarvi una storia, cio\u00e8 \u00e8 una ricetta, ma parte da una storia. Insomma, non so bene nemmeno io cosa sia, diciamo che a volte \u00e8 necessario lasciarsi trasportare dalle percezioni, dall\u2019istinto e credo non ci sia nulla di pi\u00f9 poderoso di un paesaggio per stuzzicare la fantasia. 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