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Lettera di un allevatore contadino, per il giornale “Il Garessino”.

- 17/09/2026

Riceviamo e con piacere, pubblichiamo.

“Sul finire dell’estate, mi trovo qui in campagna, in silenzio, ad osservare i particolari della fine stagione, nella quiete di quando qualcosa svanisce, ma non per sempre, per poi tornare anno dopo anno.

Il buio arriva prima, e anche di giorno di gente per le strade se ne osserva poca. Ma non disperiamo, arriveranno presto le castagne, i funghi del freddo e altri prodotti autunnali del nostro caro e generoso territorio….e non per ultima la consueta e bellissima festa della transumanza.

La stagione è stata, si può dire, torrida, e il caldo ancora ora non demorde…forse per questo che la produzione non è stata delle migliori, il troppo è sempre troppo, ma magari il prossimo anno a quest’ ora ci lamenteremo che ha fatto un estate troppo fresca, perché alla fine non ci va mai a genio la stagione, oppure è più facile dire -… colpa del tempo…-

Siamo comunque fortunati, ad avere ancora acqua, un po’ di foraggio fresco per gli animali, e delle giornate che permettono ancora il lavoro all’aperto.

Quattro note di fisarmonica, mentre aspetto l’imbrunire con la campana dell’-ave-…. con di fronte a me i ruderi del castello, e il vecchio borgo, contornati dalle nubi grigie di un timido pomeriggio settembrino che volge in semplicità al termine….e con la stessa semplicità vi giungano calorosi i miei saluti.”

La Redazione

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