Sesta tappa: il gemellaggio.
Frazione speciale: arrivo a Semur-en-Auxois, città gemellata con Laigueglia!
Uscito da Chalon, “aggancio” un canale (Canal du Centre) costeggiato da ciclabile.
Una partenza piacevole, nella luce del mattino, in un ambiente fluviale caratteristico, che lascio però, dopo non molto, per deviare a sinistra sulle colline della Borgogna.
Che meraviglia! Paesini adagiati in una distesa di vigne, campanili che svettano, case coloniche e chiesette.

Mi colpiscono alcuni piccoli appezzamenti, circondati da antichi e bassi muri, riportanti, sui pilastri d’ingresso, il nome del podere, dell’anno di fondazione, della famiglia proprietaria. Vigne antiche, molti nomi storici del panorama vinicolo francese, famiglie ancora attive. Varrebbe la pena fermarsi e provare a godere di una bottiglia gustata qua, immersi nella sua storia e nella sua cultura.

Mentre pedalo, ne immagino il profumo, il sapore, le parole.
Di collina in collina l’occhio coglie paesaggi e dettagli straordinari.
Non sono solo; è evidente che il cicloturismo qui è una fonte di reddito e di svago.
Se una serie di rampe mi hanno portato in “quota”, ora è una discesa tortuosa a ricondurmi a valle.
Prima di scendere, coglie la mi ammirazione un esteso bosco di latifoglie dall’aspetto antico; un enorme “polmone” verde.
Lo costeggio fino a raggiungere il Canale della Borgogna, parte della rete idrica che caratterizza la zona.
Sponde riparie adornate da filari di alberi, campi coltivati o tenuti a pascolo, piccole chiuse utili alla navigazione, battelli e le caratteristiche “case dei guardiani della chiusa”, spesso piccoli gioielli ornati di fiori vivaci.
La tappa è breve, il percorso è piacevole, la bici scorre su queste strade francesi frequentate da ciclisti, famiglie a passeggio, atleti e pescatori.
Manca poco alla meta, lascio il canale e taglio su una strada meno bella ma che mi conduce rapidamente a Semur.
Semur-en-Auxois, città gemellata con Laigueglia, arrivo speciale che un po’ mi inorgoglisce.

Ogni volta che vedrò quell’insegna, che identifica il centro polifunzionale del mio paese, penserò “Io ci sono stato, ci sono arrivato in bicicletta partendo da qui!”.
Il centro del paese, davvero bello, di aspetto ed impianto medioevale, è ben conservato.

Nella parrocchiale, mi accoglie il grande organo che suona e mi soffermo ad ascoltarlo.

Una cena a base di formaggi locali (Semur fa parte della Côte d’Or) conclude degnamente le fatiche di giornata.
Domani non sarà così facile, i chilometri saranno più di duecento.
Prossima ed ultima puntata: 7^ e 8^ tappa Montereau-Fault-Yonne e l’arrivo a Parigi!
Testo e fotografie di Maurizio Gualdi


