Quarta tappa: da Grenoble a Lyon.
Nella tappa con poca salita, la salita… si fa sentire!
La via verso Lyon, seguendo come fatto finora ciclabili e strade secondarie, presenta una serie di colline molto belle ma anche ripide. Ma le gambe stanno bene e la consapevolezza che il percorso non sarà lungo e soprattutto che dopo la salita verrà la discesa, mi permettono di godere dei panorami e degli scorci sui paesini attraversati. Qualche “côte” mi mette alla prova ma la supero in agilità.

Lyon è una città davvero bella ed elegante, viva e, come Grenoble, con tantissimi giovani.

Le grandi marche della moda francese fanno bella mostra nelle vie centrali, il Rodano ed il suo affluente Saonne ne accentuano il fascino, bistrot e brasserie ne allietano la vita serale.

Proprio in una di queste brasserie assaporerò il “Paris-Brest” dolce parigino dedicato all’omonima corsa ciclistica! Come rinunciare?
La sera, dopo cena, i social mi fanno percepire l’affetto ed il supporto di quanti mi seguono da casa.
A Luca, mia mamma, Marilù, Sara e Francesco riservo una videochiamata.
Quinta tappa: uno sforzo intermedio.
Oggi il programma è seguire il corso del fiume Saonne fino a Chalon-s/S lungo un percorso in gran parte pianeggiante, fatto di piste ciclopedonali (in molti tratti piacevoli strade bianche), per un totale di circa 150 Km.

Il meteo mi sta supportando, la bici si comporta benissimo, le gambe stanno bene ed io mi sto davvero divertendo.
Tappa tranquilla sulla carta, anche se non breve, ma l’imprevisto è sempre in agguato!
Un “botto”, il tipico soffio della foratura, il liquido sigillante che spruzza da tutte le parti: al primo colpo d’occhio la situazione è critica.
Un ferro ha letteralmente lacerato il copertone e la riparazione “fai da te” appare impossibile.
Sono fortemente preoccupato; fatico a vedere una soluzione semplice, l’essere da solo complica dal punto di vista psicologico. Riuscirò a concludere questo “sogno”?
È un ciclista, un ragazzo belga, come me in viaggio #sullebellissimestradedeuropa, che mi soccorre e soprattutto, con la sua semplice presenza, mi aiuta a riprendere concentrazione e determinazione.
C’è da cercare un’officina per la riparazione del “velò”; nei paesi vicini pare non essercene ma, tornando un po’ indietro sui miei passi, una deviazione porta rapidamente ad una cittadina con stazione ferroviaria.
Raggiungo così, con il treno, abbreviando la tappa di circa 100 Km, Chalon-sur-Saonne dove, con ancora qualche peripezia, trovo un negozio di bici che prontamente mi sostituisce lo pneumatico, ripristinando la Gravel. Molta ansia, un bel po’ di strada a piedi, ma l’imprevisto è superato!

Come ormai definito dal “cerimoniale”, la sera è dedicata al recupero, alle telefonate a casa, ai social e ad una breve visita del centro città.
Visito la città illuminata dai raggi bassi di un sole al tramonto, che riverbera sulle acque calme del fiume; penso che siamo abitanti di un mondo bellissimo ed io ne sto attraversando un breve tratto in bicicletta.


Prossima puntata: 6^ tappa Semur-en-Auxois, città gemellata con Laigueglia.
Testo e fotografie di Maurizio Gualdi


